Calcolo Quoziente Intellettivo

Calcolo Quoziente Intellettivo

Calcolo Quoziente Intellettivo

Che cos’è il quoziente intellettivo

Spesso, tramite i giornali, i film, le serie TV e quant’altro si sente parlare del quoziente intellettivo, chiamato anche QI. I libri di psicologia sono quasi tutti concordi nel definire l’intelligenza come un insieme di funzioni mentali e psichiche possedute da un uomo oppure un animale. Queste funzioni servono da un lato all’essere di comprendere gli eventi, ossia tutto ciò che gli accade attorno (per esempio, conversazioni, cose che percepisce, tutto ciò che riguarda la realtà percepibile ed emotiva). Grazie alla comprensione l’individuo può mettere in relazioni tutti gli eventi del mondo in modo tale da arrivare a una conoscenza concettuale e razionale.

Grazie alla capacità di comprendere il mondo, l’individuo è a sua volta capace di analizzare una situazione nuova e a risolvere problemi che gli si presentano davanti nella vita di tutti giorni, più o meno complessi. Risolvendo problemi l’uomo è capace di adattarsi nell’ambiente in cui opera.
A fronte di questa definizione, il quoziente intellettivo è la misurazione matematica della capacità di comprensione e di risoluzione dei problemi. Prima di fare qualsiasi test per calcolare il QI, bisogna sempre ricordare che è solo uno dei tanti metodi esistenti per calcolare l’intelligenza, e non deve determinare la capacità di giudizio e auto-giudizio di chi lo esegue.

Esistono diversi metodi per calcolare il QI, ma ora andremo ad analizzare i più importanti.

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Scala di Stanford – Binet

Il primo in assoluto dei test d’intelligenza è quello elaborato dagli scienziati Stanford (cugino di Darwin) e rielaborato da Binet alla fine del 1900. Secondo Stanford, l’intelligenza di una persona è un fattore visibile e misurabile. A occhio, basta notare la sua capacità di risolvere i problemi, le sue capacità percettive e deduttive e così via. Pertanto è riuscito a creare un test rispondendo a delle domande divise in tre aree, in modo tale da avere una misurazione complessiva dell’intelligenza dell’individuo.

Le tre aree in questione sono: l’attenzione, la capacità di memoria e l’attitudine al problem solving.
La prima versione di questo test però presentava un limite molto forte: Stanford non aveva considerato che col passare del tempo l’intelligenza cambia. Ad esempio, un infante non ha affatto le stesse capacità percettive e deduttive di un giovane adulto di 20 anni. Come un anziano di 80 anni potrebbe non avere le stesse capacità di problem solving rispetto a un adulto di 20. Insomma, esisteva appunto il limite dell’età.
Motivo per cui, alla fine del secolo precedente, lo scienziato Binet ha sottolineato l’importanza di questo fattore e quindi è riuscito a correggere il test introducendo un nuovo parametro, ossia l’età mentale, da abbinare all’età cronologica.

Mentre l’età cronologica è semplicemente l’età anagrafica dell’individuo, l’età mentale è differente. Si tratta cioè di una misurazione, di un punteggio delle abilità cognitive dell’individuo (risultante dal test) confrontate con il rendimento medio di altri soggetti che si sono sottoposti allo stesso test aventi la stessa età.

Pertanto, da questo nuovo parametri finalmente il test ha acquisito una standardizzazione. Il quoziente intellettivo, una volta eseguito il test, si calcola facendo il rapporto fra l’età mentale e l’età anagrafica della persona, moltiplicando il risultato per cento.

Quali sono i numeri della scala Stanford – Binet

La scala di Stanford Binet presenta diversi risultati. Il valore minimo è 100. Se il risultato del QI equivale a 100, allora l’intelligenza è nella media rispetto ai soggetti della stessa età. Al di sottò del 100 invece si comincia a parlare di ritardo mentale. Ma il 99 non equivale certamente a un forte ritardo mentale.
Il punteggio da 110 a 119 invece definisce invece una intelligenza brillante, ossia leggermente superiore alla media. Inoltre, c’è il range da 120 a 129 dove l’intelligenza parecchio superiore alla media viene detta superiore. Infine si può ottenere un punteggio da 130 in su che viene detta nettamente superiore.

Test di Wechsler

Come già detto esistono diversi test per determinare l’intelligenza di una persona. Uno dei più famosi è dato dalla scala di Wechsler, dal nome dello scienziato che ha ipotizzato un’altra struttura dell’intelligenza. Secondo Wechsler, infatti, l’intelligenza è costituita da una serie di facoltà (di campi) e di altri sotto-campi che lavorano insieme per determinare le capacità di comprensione, adattamento ecc. di un individuo. Tali facoltà o campi e sottocampi però sono anche osservabili singolarmente.
Il test quindi si compone di domande attinenti a quattro facoltà principali: comprensione dei verbi, capacità di memoria, organizzazione di percezione e velocità di elaborazioni delle informazioni. Ognuna di queste quattro facoltà poi si dirama in diversi sotto campi per poter meglio comprendere e svolgere i diversi eventi della vita di tutti i giorni.

Il punteggio di questo test è sempre di 100 come risultato medio, ma, a differenza del test precedente, ha una tolleranza di 15 in più o in meno. Pertanto, ottenere un risultato di minimo 85 in ogni caso non dice che si tratta di un ritardo mentale. Questo perché il test prevede fattori ambientali e casuali secondo cui un individuo in un primo momento potrbbe non rispondere alla domanda (ad esempio, è stanco e gli fa male la testa).

Test QI online

Anche se questi sono i due test più famosi, ne esistono altri altrettanto raccomandabili, alcuni dei quali disponibili online. Il migliore in lista è il test dell’associazione internazionale MENSA. Sul sito di MENSA si esegue un test di 33 domande domande a risposta multipla, dal quale risultato poi si ottiene la misurazione del QI, rifacendosi al test di Cattel.

Esistono poi tanti altri siti, che escono nella prima pagina di ricerca di Google. Questi però non sono riconosciuti a livello ufficiale e quindi il risultato non è garante dell’intelligenza di un individuo.

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Fattori che determinano il QI

Come detto, il QI non si può determinare solo sulla base di un test, in quanto l’intelligenza non è divisibile solamente sulla base dei fattori dei test. Infatti, a determinare l’intelligenza concorrono una lunga serie i di fattori che non dipendono dall’individuo. Innanzitutto, dipende dalla cultura e dalla società in cui l’individuo è immerso e in cui cresce. In secondo luogo, dipende anche dalle possibilità che l’ambinete gli mette a disposizione a determinare che tipo delle 12 intelligenze ipotizzate nel cervello si svilupperà maggiormente.

Ad esempio, un membro di una tribù africana non avrà la stessa capacità di calcolo di un fisico laureato a Oxford, e il fisico non avrà la stessa capacità di adattamento all’ambiente rispetto al membro della tribù africana.

Pertanto, leggere il risultato di un QI va sempre fatto in relazione ai fattori contestuali in cui l’individuo è immerso (ambiente, cultura, ma anche genetica, società ecc.).