Quoziente Intellettivo Medio Uomo

Quoziente Intellettivo Medio Uomo

Il quoziente intellettivo misura le capacità cognitive di una persona e viene valutato attraverso dei test a risposta multipla. Viene considerata normale una persona che nei test ottiene un punteggio compreso tra 90 e 109 mentre colui il quale riesce a totalizzare da 130 a 139 punti si stima abbia una intelligenza nettamente superiore.

Quoziente Intellettivo Medio Uomo

Le origini del test del quoziente intellettivo

Il primo vero test di intelligenza nasce in Francia nel 1905. Il governo francese incarica uno studioso di nome Alfred Binet di progettare dei test che servissero al sistema scolastico a capire quali allievi avessero problemi di apprendimento per poterli aiutare a completare il percorso scolastico con programmi personalizzati. Da allora i test di intelligenza sono stati utilizzati in numerosi ambiti tra i quali il reclutamento del personale, per esempio molti eserciti in tempo di guerra hanno scelto i loro soldati sulla base dei risultati ottenuti nei test di intelligenza.

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Domande frequenti

Sono tante le domande che ci poniamo quando pensiamo ai test di intelligenza: possiamo migliorare il nostro punteggio o se nasciamo mediocri siamo destinati a morire tali? Ci sono delle nazioni le cui popolazioni hanno in media una intelligenza più alta? Sono più intelligenti gli uomini o le donne? Ecco a queste domande si possono dare delle risposte che derivano dalla statistica.

Sono stati condotti diversi studi somministrando a dei gruppi di persone dei test di intelligenza per capire se ci fossero delle differenze sostanziali tra uomini e donne nelle performance cognitive. I risultati riguardano, è superfluo dirlo, non la totalità dell’umanità ma solo quel gruppo di persone. John Aronson un professore della New York University afferma che gli uomini si trovano ai due estremi della classifica: ci sono molti uomini sia tra i più intelligenti sia tra i meno, i picchi di maggiore intelligenza si hanno tra gli uomini ma anche i picchi di minore intelligenza. Janet Metz e e Jonathan Kane affermano che il fatto che le donne abbiano dei risultati di media più deludenti nei test di intelligenza deriva dal fatto che la nostra è una società maschilista e l’accesso agli studi più alti spesso viene negato alle donne. La nostra capacità cognitiva infatti è in parte innata e in parte migliora con gli studi.

La capacità di risolvere problemi di natura logica, matematica o di qualunque altro tipo ovviamente diventa tanto più avanzata quanti più problemi siamo chiamati a risolvere. Banalmente l’esperienza insegna: se studiamo matematica avremo a che fare ogni giorno con questioni matematiche e non avremo problemi a risolvere un test mentre se siamo arrivati alla quinta elementare avremo meno esperienza e più difficoltà a confrontarci con questioni complesse. Spesso è stata contestata la denominazione “test di intelligenza” che secondo alcuni dovrebbe essere sostituita con “test di conoscenza” o “test di competenza“.

Il cervello umano

Anatomicamente il cervello di un uomo è più grande del 10 per cento rispetto a quello di una donna tuttavia la donna ha una densità di neuroni più alta. In realtà non è provato il rapporto tra intelligenza e numero di neuroni e ampiezza del cervello, pare per esempio che Einstein non avesse un gran numero di neuroni eppure il suo Qi si attesta tra i 160 e i 190. Certo se navighiamo sul web e cerchiamo la classifica dei più intelligenti troveremo quasi solo uomini. Oltre a Einstein abbiamo Leonardo da Vinci con 180-190, Stephen Hawking con 160.

Talvolta appare qualche nome femminile come Marilyn Vos Savant una scrittrice che totalizzò 186 e Madame de Stael, scrittrice, 180. Anche tra i più intelligenti dello spettacolo troviamo quasi solo uomini: Rowan Atkison (Mister Bean) con 173, Steve Martin 142, Quentin Tarantino 160 punti. Spunta anche qualche donna come Jodie Foster con 132 punti e Shakira con 160.

Esistono poi degli studi che dimostrano che le donne hanno un tipo di intelligenza diversa sostenendo che il loro qi aumenterebbe in fase di concepimento e che le donne sarebbero imbattibili per quanto concerne la cosiddetta intelligenza emotiva ma si tratta di studi che comunque non rendono un buon servizio alle donne relegandole a un ruolo di accudimento della prole. A Rotterdam uno studio ha tentato di dimostrare che di media gli uomini ottengono quattro punti in più rispetto alle donne. L’orientamento attuale tende comunque a considerare i fattori genetici non preponderanti per lo sviluppo cognitivo: che si nasca uomini o donne lo studio, la lettura, un lavoro stimolante faranno sicuramente migliorare il nostro qi.